Recensione: "Anna Karenina" di Lev N. Tolstoj (a cura di VALENTINA CEBENI)

Oggi è un giorno speciale, perché inizia una mia piccola nuova avventura con un’amica un po’ speciale, Sara, che mi ha offerto un posto nel suo splendido blog. Lei ed io ci conosciamo da qualche mese, ma sin dal primo minuto è subito scattata l’empatia fra noi, un affetto sincero…ma ora andiamo al sodo e parliamo di libri.
Per inaugurare questo spazio, infatti, voglio raccontarvi del mio primo amore letterario: Anna Karenina, di Lev N. Tolstoj.



La storia è quella della fedifraga Anna, innamoratasi perdutamente del giovane Vronskij con cui intesse una relazione clandestina, parallela alla sua condizione di moglie di Karenin e madre di Serëža cui corre parallela la storia di Kostantin e Kitty, innamorata all’inizio del romanzo di Vronskij. 
Tutte le famiglie felici sono simili le une alle altre; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”
 Un amore a tratti tossico, che la porterà ai limiti della follia, da cui pure Anna non riesce ad allontanarsi, come se quel sentimento fosse il solo capace di tenerla in vita, nonostante il dolore che le provochi l’essere esclusa dalla società e la gelosia verso le giovani aristocratiche che gravitano intorno al suo fragile amore. Un amore disperato, per cui lei è pronta a tutto, a combattere contro il marito e le convenzioni, a rivendicare la sua libertà di donna.  
Ben presto sentì che nell’animo suo s’era destato il desiderio dei desideri: la malinconia”
 Ed è proprio questo ad avermi affascinato, oltre al personaggio di Anna, complesso come solo le donne sanno essere quest’amore straziato, la capacità dell’autore di narrare un amore così profondamente romantico e senza tempo, così attuale in ogni aspetto malgrado l’opera risalga al 1877. 
È stata l’ambientazione da favola, quella che riporta con la mente ai fasti dei film in costume che ancora oggi affascinano con i loro abiti, le ambientazioni suggestive e l’uso di un linguaggio andato perduto, e ancora e soprattutto ad attrarre di questa storia è la profondità con cui l’autore indaga nei sentimenti senza mai giudicarli, ma lasciando libera la voce dei protagonisti pur con tutte le loro piccole meschinità; Anna è una donna che rivendica la libertà del proprio cuore, la felicità, mentre suo marito Karenin, l’irreprensibile, non riesce a spiegarsi cosa abbia mai fatto di male per meritare una donna che non l’ami, e Vronskij, così bello quanto superficiale, vede in Anna prima un’occasione, poi l’amore e infine quasi un peso, un fardello che trascina a stento, mentre nella Russia zarista soffiano nuovi venti di guerra, specchio di animi in lotta con loro stessi. 
“Quando si ama, si ama tutta la persona così com’è, e non come si vuole che sia”
 Basta leggere le prime righe, del resto, per capire la grandezza di Tolstoj, una penna senza tempo, che emoziona a ogni battuta, che sa rendere attuale l’eterna storia di una donna infelice del suo matrimonio, che rincorre l’illusione della felicità al di fuori di sé stessa, che soffre e si dispera per amore.  
“Vi è un solo modo per essere felici: vivere per gli altri”
 Un romanzo, questo, per veri romantici, perfetto per chi si emoziona alle prime note di un valzer, e per chi, almeno una volta, ha sognato di occupare un palco all’Opera.
Ora capite perché me ne sono innamorata? ;)


3 commenti :

  1. Complimenti a Valentina per la recensione. 😊 Ero curiosa di leggerla. Ho letto questo libro un paio di anni fa. Nonostante sia idolatrato da tante persone, io l'ho trovato molto pesante in alcuni punti, soprattutto le parti dedicate a Konstantin; ricordo "tutte" le sue fisime e una parte sulle descrizioni della vita in campagna. Se fosse stato sfoltito di queste parti l'avrei molto preferito, ma è anche vero che se lo fosse stato non sarebbe più stato "Anna Karenina", quel classico che da secoli continua ad appassionare. Ovviamente, come in tutto, è questione di gusti, e forse i romanzi russi, i classici russi, per essere più precisi, non fanno per me. Preferisco contenuti dai toni più "sfoltiti" e diretti, come nei classici britannici ad esempio. Questo vuol dire che boccio completamente Anna Karenina? No, riconosco il suo valore, e la vicenda amorosa della povera Anna appassiona, ma troppe parti, quelle che ho elencato, rallentano troppo il ritmo della narrazione. Parola di un'umile lettrice del XXI secolo, sia chiaro. 😉

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  2. Complimenti Valentina per la Recensione!!
    Tolstoj aspetta solo me. L'ho comprato da un po', e fin ora l'ho solo guardato. Molti mi hanno detto che è pesante, seppure molto bello... Un pò come Dostoevskij. Infatti sono libri che leggerò al momento giusto, cioè quando non sarò troppo impegnata, per godermeli. Infatti I demoni,I fratelli karamazov, Les miserable, Notre-Dame de Paris, Proust... aspettano tutti me! E onestamente non vedo l'ora, perchè sì, sono dei libri complessi, però poi ti lasciano dentro delle sensazioni che non potrai più rimuovere. A differenza di tanto nero su bianco, oggi insignificante!!
    A presto!
    Martina
    Il Rumore delle PAgine

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  3. Che meraviglia sentir parlare (e da Valentina!) di classici senza tempo. Questa bella recensione mi ha offerto l'occasione per rispolverare una delle passioni del mio "periodo russo".
    Grazie

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